Tarassaco: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

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Il tarassaco, il cui nome botanico è Taraxacum officinale, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee. Nota anche come “Dente di Leone”, questa erbacea è ricca di sostanze depurative ed antinfiammatorie che si rivelano particolarmente efficaci per il benessere e la cura del fegato. Vediamo di cosa si tratta e quali sono le principali caratteristiche, le proprietà, i benefici e le eventuali controindicazioni del tarassaco.

Tarassaco: proprietà e benefici per la salute

Il tarassaco contiene una grande varietà di minerali e vitamine molto importanti per la salute. Vediamo i valori nutrizionali del tarassaco (100 gr):

  • Calorie 45.
  • Acqua 85 gr.
  • Proteine 2,7 gr.
  • Calcio 187 mg.
  • Ferro 3,1 mg.
  • Magnesio 36 mg.
  • Potassio 397 mg.
  • Sodio 76 mg.
  • Vitamina A 10160 IU, 203% della RDA (RDA=dose giornaliera raccomandata).
  • Vitamina C 35 mg, 58% della RDA.
  • Vitamina E 3,4 mg, 17% della RDA.
  • Vitamina K 778 mcg, 973% della RDA.
  • Tiamina (o vitamina B1) 0,2 mg, 13% della RDA.
  • Riboflavina (o vitamina B2) 0,3 mg, 15% della RDA.
  • Bitamina B6 0,3 mg, 13% della RDA.
  • Qui trovate i valori nutrizionali completi.

Come accennato, il tarassaco, nello specifico la sua voluminosa radice, possiede virtù eccellenti per la nostra salute e, soprattutto, per quella del fegato, ma non solo. Ecco le principali proprietà del tarassaco:

1. Depura e stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, attivando gli organi emuntori (reni, pelle, fegato) ed aiutandoli ad espellere scorie e tossine (attraverso le feci, l’urina ed il sudore).

2. Favorisce la digestione grazie alla presenza di sostanze quali il tarasserolo, gli steroli, l’inulina e la tarassicina (che dà alla pianta il caratteristico sapore amarognolo). Inoltre stimola la secrezione delle ghiandole dell’apparato gastroenterico (salivari, succhi gastrici, del pancreas, dell’intestino ecc.) e rilassa la muscolatura dell’apparato digerente, aitando anche l’evacuazione.

3. E’ antinfiammatorio, purificante e disintossicante per il fegato, proprio per via delle sostanze sopra menzionate; il tarassaco è considerato un epatoprotettore a tutti gli effetti, ottimo in caso di disturbi come l’insufficienza epatica, l’itterizia e i calcoli biliari (il suo utilizzo deve tuttavia essere sempre accordato da un medico, che ne stabilirà anche dosaggio e modalità di impiego).

4. Stimola la diuresi. I flavonoidi e i sali di potassio contenuti in abbondanza nel tarassaco, favoriscono la minzione e l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Tale caratteristica è così nota, che il tarassaco, nella cultura contadina, è chiamato anche “piscialetto”, proprio in riferimento a questa sua qualità benefica. Se si soffre di ritenzione idrica, e/o si è affette da cellulite e pelle a buccia d’arancio, ecco che la sua assunzione può rivelarsi molto utile (purché concertata con uno specialista e non lasciata al fai-da-te, sempre pericoloso e decisamente controindicato).

5. Rinforza il sistema immunitario. Ciò è dovuto alla presenza di ossido nitrico (NO), implicato nei fisiologici processi di regolazione e difesa del sistema immunitario stesso; in pratica, l’attività fagocitaria delle cellule viene potenziata.

Tarassaco: come usarlo?

Ma come utilizzare il tarassaco per trarne massimo vantaggio dal punto di vista della salute e del benessere?

Esso può essere assunto sotto forma di tisana, di estratto secco e di tintura madre (trovate tutto in erboristeria).

L’estratto secco si trova in capsule e in compresse da 500 e 750 grammi ed andrebbero prese due volte al giorno lontano dai pasti insieme ad un bicchiere d’acqua; la tintura madre dovrebbe essere assunta tre volte al giorno, sempre lontano dai pasti, in poca acqua nella dose di 50 gocce. Chiedere sempre consiglio al farmacista o erborista.

La tisana di tarassaco si può preparare con foglie e/o fiori freschi o secchi. Con fiori e/o foglie secche basta mettere in infusione circa 3 grammi di tarassaco in 250 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione circa 5 minuti, filtrate e dolcificate con miele a piacere. Per la tisana con fiori o foglie fresche calcolate circa mezza tazza per 250 ml di acqua.

Il decotto di tarassaco si prepara con un cucchiaio raso di radice secca sminuzzata e 250 ml di acqua. Versare la radice secca sminuzzata nell’acqua, mettete sul fuoco, coprite e fate bollire per circa 10 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate (sempre coperto) in infusione per altri 5 minuti. Filtrare e bere.

La posologia indicata tuttavia, è bene precisarlo, è soltanto indicativa, in quanto i rimedi naturali, nessuno escluso, devono sempre essere adattati al singolo soggetto e alle sue specifiche esigenze; prima di assumere tarassaco (e qualunque altro tipo di fitoestratto) chiedete il parere del medico e decidete con lui le modalità di impiego più giuste per voi.

Le foglie fresche del tarassaco hanno un gusto piacevolmente amarognolo, quindi, per beneficiare di tutte le proprietà benefiche, si possono aggiungere anche nelle insalate. Oltre le foglie, nelle insalate si mangiano anche i fiori freschi.

Tarassaco: controindicazioni ed effetti collaterali

Piante, erbe e fiori, per quanto naturali, a differenza di ciò che in molti credono, non sono affatto esenti da controindicazioni ed effetti collaterali, che a volte possono essere anche di seria entità.

Il tarassaco non fa eccezione e non è adatto a tutti.

Esso è controindicato in caso di gastrite, ulcera e calcolosi biliare, poiché potrebbe peggiorare la situazione (non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un forte stimolatore dei succhi gastrici) e può dare ipotensione (pressione bassa) nei soggetti predisposti.

Il tarassaco può inoltre interferire negativamente con l’assunzione di alcuni farmaci, ovvero i diuretici ed i cosiddetti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): chi segue una terapia con questo tipo di medicinali, deve obbligatoriamente chiedere al proprio medico se può o meno assumere contemporaneamente tarassaco.

Tarassaco: caratteristiche principali ed informazioni generali

Il tarassaco è una pianta erbacea perenne di dimensioni ridotte (raggiunge, al massimo i 9 centimetri di altezza) costituita da una grande radice a fittone da cui si sviluppa una rosetta di foglie con gambi corti e sotterranei.

Sull’apice della piantina si originano piccoli fiorellini di colore giallo oro.

Il tarassaco, che cresce piuttosto facilmente e non ha troppe esigenze dal punto di vista nutritivo e di habitat, è diffuso in tutta Italia e in varie zone: lo si trova sulle Alpi ad oltre 2000 metri di altezza, ma anche nei prati e ai bordi delle strade.

Tarassaco: cenni storici

L’uso del tarassaco a scopo fitoterapico ha inizio in epoca relativamente recente, in pieno Medioevo, e per motivazioni allora tutt’altro che verificabili: la colorazione del fiore, gialla come la bile, lo fece ritenere un rimedio strettamente connesso alla salute del fegato.

Di certo i nostri antenati non potevano saperlo, ma avevano fatto centro e gli studi scientifici di oggi lo dimostrano senza ombra di dubbio.

Le ricerche sul tarassaco e le sue proprietà iniziarono a divenire sistematiche nel ‘500, quando il naturalista Bock ne scoprì il potere diuretico, anch’esso, in seguito, ampiamente dimostrato.

Oltre che in Occidente, il tarassaco trova largo impiego nella secolare Medicina Cinese, che lo considera un rimedio validissimo per curare diversi disturbi del fegato e dello stomaco.

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