Come coltivare la calendula in vaso o in giardino

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La calendula è una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Asteraceae, caratterizzata da bei fiori arancio o giallo acceso delicatamente profumati al limone. Coltivare le piante di calendula in vaso sul balcone o in giardino è semplice anche perché la calendula non ha bisogno di molte cure. Andiamo a scoprire come coltivare la calendula in vaso o in giardino.

Oltre ad essere ornamentale, i fiori di calendula si prestano ad usi sia culinari che officinali, tanto che non di rado è possibile trovarla fra gli ingredienti di prodotti di bellezza o per il benessere dell’organismo.

La calendula può essere facilmente coltivata in casa ma non all’interno, in quanto la luce e l’aria le sono indispensabili; di seguito vi sveliamo tutti i segreti per una eccellente coltivazione della calendula in vaso all’esterno, in giardino in piena terra o, in alternativa, se proprio non c’è altro spazio a disposizione, sul davanzale di una finestra sufficientemente illuminata.

Come coltivare la calendula: informazioni generali

Come abbiamo detto, la calendula è davvero facile da coltivare, non richiedendo né abilità particolari né cure assidue; essa cresce in fretta e mantiene i fiori a lungo, fino a Novembre. La calendula è piuttosto resistente al freddo e in primavera, di solito, si riprende del tutto fiorendo di nuovo.

Il mese di semina ideale è Marzo, l’esposizione più giusta è in un luogo soleggiato, a prescindere che venga coltivata in vaso sul balcone oppure in giardino.

Per quanto riguarda l’irrigazione, essa deve avvenire tutti i giorni se la pianta è esposta al sole, mentre va bene anche ogni due giorni se si trova in un punto più ombreggiato.

Come coltivare la calendula in vaso

La calendula cresce bene sia in vaso che in piena terra, basta seguire le istruzioni giuste.

Essa si coltiva a partire dal seme e va seminata in primavera in semenzaio oppure in vaso usando un terriccio ricco di sostanze organiche unito però alla giusta quantità di sabbia, che serve a migliorare il drenaggio e a fare in modo che non si formino ristagni di acqua.

Procedete così: appoggiate i semi sul terreno ed interrateli aiutandovi con un piccolo attrezzo in legno piatto, quindi spruzzate bene il terreno e fate in modo che esso resti sufficientemente umido, poi coprite con un telo in plastica o con una lastra di vetro il semenzaio o il vaso e mettetelo in un posto ombreggiato ad una temperatura che si mantenga costante intorno ai 15°C.

Ricordatevi di sollevare la plastica o il vetro tutti i giorni, in maniera tale che la condensa formatasi possa evaporare; la germinazione avviene all’incirca dopo un paio di settimane.

A questo punto, dopo aver tolto la copertura, eliminate dalle piantine tutti i germogli che appaiono troppo piccoli o deboli e trasferite il semenzaio in una zona in cui c’è più sole; iniziate ora una concimazione regolare, ogni 15 giorni, usando un concime liquido specifico che andrete a versare, secondo quanto indicato sulle istruzioni riportate in etichetta, nell’acqua dell’annaffiatura.

Quando le piantine di calendula saranno abbastanza cresciute, potranno essere finalmente trasferite nei vasi, da mettere, come anticipato, in un punto luminoso e abbondantemente raggiunto dai raggi solari.

Una curiosità: il profumo agrumato dei fiori di calendula, molto gradevole per noi, non lo è affatto alle zanzare, che così si terranno lontane dalla vostra casa.

Come coltivare la calendula in giardino

Se avete la fortuna di avere un giardino, cimentatevi nella coltivazione della calendula in pieno vaso: il risultato estetico sarà eccellente.

Rendete più morbido il terreno lavorandolo con il rastrello e sistemate i semi per ottenere 7 piantine per ogni metro quadro al massimo (non abbondate, perché la fioritura sarebbe di qualità più scadente).

Se abitate in una zona geografica caratterizzata da un clima piuttosto mite, potete anticipare la semina all’autunno, così da avere piante con un maggior numero di fiori particolarmente rigogliosi.

Perché coltivare la calendula?

La calendula è talmente bella e facile da coltivare che vale la pena farlo anche a semplice scopo ornamentale, ma questa pianta, come sopra detto, ha anche numerose virtù benefiche e può essere usata in cucina.

Fin dall’antichità la calendula viene adoperata per migliorare i tipici disturbi femminili come la dismenorrea (mestruazioni dolorose) e per ripristinare e/o normalizzare il flusso mestruale stesso; allo stesso modo, in genere sotto forma di tisana, la calendula è utile per attenuare i disagi della menopausa.

In campo erboristico e cosmetico, la calendula è impiegata come ottimo cicatrizzante, antisettico ed antinfiammatorio; i fiorellini si possono applicare direttamente sui punti della pelle interessati da piccole ferite, rossori ed irritazioni per trarne subito giovamento.

Grazie all’elevato contenuto di flavonoidi, carotenoidi e saponine, la calendula esplica effetti decongestionanti e idratanti sulla cute, rivelandosi preziosa in caso di calli, verruche e sudorazione.

I fiori della calendula si possono usare freschi oppure essiccati; l’essiccazione si ottiene lasciandoli all’aria il tempo necessario, poi si conservano dentro vasi in vetro con coperchio o in sacchetti di tela.

In cucina i fiori di calendula si possono aggiungere freschi a minestre e zuppe e si possono usare per aromatizzare l’aceto; in alcune regioni italiane i boccioli vengono conservati sottaceto, come si fa con i capperi.

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