Carciofo: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

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Il carciofo, nome botanico Cynara scolymus L., ampiamente coltivato e consumato in Italia, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae che trova largo impiego in cucina per la preparazione di pietanze di ogni genere e, in secondo luogo, nell’ambito della medicina naturale, nella quale viene utilizzato soprattutto per la creazione di rimedi atti a risolvere i problemi di fegato.

Dunque il carciofo non è soltanto buono da mangiare ma è anche ricco di qualità utili alla nostra salute: scopriamone proprietà e benefici, gli usi più comuni sia in campo gastronomico che fitoterapico e, se ci sono, controindicazioni ed effetti collaterali.

Carciofo: proprietà e valori nutrizionali

Oltre all’elevato contenuto di acqua e fibre, che li rendono utili a migliorare le funzioni intestinali, i carciofi sono una preziosa fonte di sali minerali e vitamine.

Per quanto riguarda i primi, essi sono ricchi in particolare di sodio, fosforo, calcio e potassio, mentre per le seconde, segnaliamo la larga presenza delle Vitamine C, K e di alcune vitamine del gruppo B, soprattutto B1 e B3.

Tra gli altri componenti essenziali dei carciofi troviamo:

  • rame e ferro, indispensabili alla produzione delle cellule del sangue (il ferro è necessario per la costituzione dell’emoglobina e quindi per evitare l’anemia);
  • betacarotene, un precursore della Vitamina A;
  • luteina, preziosa per la protezione della vista e degli occhi;
  • flavonoidi (soprattutto la rutina), potenti antiossidanti;
  • cinarina, un polifenolo utile alla salute del fegato.

Carciofi: benefici per la salute

I carciofi possono essere considerati fra i migliori ortaggi in assoluto dal punto di vista nutritivo e, di conseguenza, per quanto concerne l’effetto benefico sul nostro organismo.

I maggiori e più importanti benefici dei carciofi sono:

Abbassano il colesterolo

La cinarina, un polifenolo largamente contenuto nei carciofi, aiuta la biosintesi del colesterolo e contribuisce a regolare i livelli del tipo LDL, detto anche “cattivo”.

Depurano l’organismo

Sia per l’alto contenuto di fibre vegetali, fondamentali per il buon funzionamento dell’intestino, sia per la notevole percentuale di acqua, che stimola fortemente la diuresi, i carciofi contribuiscono all’eliminazione di scorie e tossine, depurando il corpo.

Depurazione del fegato

La cinarina è amica del fegato, poiché lo aiuta a lavorare meglio e lo protegge.

Migliora la digestione

Ciò è dovuto in gran parte alle fibre vegetali presenti.

Benessere di reni e cistifellea

Oltre che prezioso alleato del fegato, il carciofo fa bene anche ai reni e alla cistifellea, ai quali alleggerisce il carico di lavoro, per così dire, consentendo ad entrambi di dover affrontare un carico minore di scorie e tossine.

Carciofo: usi in cucina

Gli usi gastronomici del carciofo sono moltissimi, soprattutto in Italia, dove ogni regione prevede nella sua cucina tipica, un gran numero di ricette con questo ingrediente.

Chi non conosce, ad esempio, i famosi carciofi alla romana?

In tal caso l’ortaggio viene stufato e condito con olio rigorosamente extravergine d’oliva, prezzemolo, mentuccia ed aglio, dando vita ad uno dei piatti di maggior successo della pur varia ed apprezzatissima cucina capitolina.

Il carciofo è un vegetale estremamente versatile, che può essere gustato da solo, in genere come contorno, cotto in ogni modo, oppure utilizzato per condire i primi (è ottimo sia con la pasta che con il riso) e in aggiunta alle insalate (affettati a lamelle sottili); stufati e frullati, costituiscono la base per sughi, salse, creme e condimenti di vario genere (la crema di carciofi è squisita sulla bruschetta).

Un’altra ricetta diffusa prevede di gratinare i carciofi al forno, mentre in Liguria, essi costituiscono la base della celebre torta Pasqualina.

Il carciofo si sposa bene con la maggior parte delle erbette aromatiche (prezzemolo, mentuccia, menta, basilico ecc.) e con il succo di limone, che serve anche a non farli diventare scuri, per ossidazione a contatto con l’aria, una volta che sono stati tagliati.

Carciofo: uso fitoterapico e rimedi naturali

Le notevoli proprietà benefiche del carciofo, fanno sì che esso sia ampiamente utilizzato in fitoterapia per la cura di vari disturbi.

Dal punto di vista chimico, la pianta è ricca di acidi fenolici e di acidi organici; in fitoterapia si utilizzano le foglie, intere oppure ridotte in frammenti, e l’estratto secco (meglio se titolato in acido caffeilchinico).

Come rimedio naturale, il carciofo è impiegato per:

  • Stimolare la produzione di bile e favorire il lavoro epatico;
  • Proteggere il fegato. Le capacità epatoprotettive del carciofo dipendono dal contenuto di cinarina e dalla sua capacità di intrappolare i radicali liberi, rendendoli inoffensivi, prima che possano raggiungere e danneggiare il fegato. Esso è in grado altresì di proteggerlo dalle sostanze tossiche;
  • Migliorare la digestione. Un effetto relativo e conseguente all’azione positiva sulla bile e sul funzionamento del fegato in generale;
  • Colesterolo. Sempre conseguentemente all’aumento di produzione di bile e all’eliminazione, attraverso di essa, dei sali e degli acidi biliari pieni di colesterolo, il carciofo riesce ad abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” e di trigliceridi nel sangue.

In conclusione, possiamo affermare che il carciofo, in fitoterapia, possa essere impiegato con successo in caso di epatopatie da lievi a moderate, insufficienza biliare e disturbi della digestione (specialmente se essi sono legati a difetti e disfunzioni epatiche).

Carciofo: uso cosmetico

Forse neanche lo sospettavate, ma il carciofo può essere efficacemente impiegato per preparare ottimi rimedi cosmetici casalinghi fai-da-te.

Ecco qualche esempio:

  • Maschera viso colorito spento. Per rinvigorire la pelle del viso e conferirle un colorito migliore, provate questa maschera a base di carciofo. Frullate il “cuore” dell’ortaggio ed aggiungete un po’ di succo di limone e 1 cucchiaio di yogurt bianco naturale, quindi applicate su viso e collo puliti. Lasciate in posa per 20/30 minuti, togliete tutto con acqua tiepida e asciugate delicatamente tamponando (non strofinate)
  • Maschera viso pelle grassa. Chi ha la pelle grassa e impura può fare una maschera frullando una manciata di foglie di carciofo con un cucchiaino di miele liquido; stendete sul viso e lasciate agire per 15/20 minuti, infine risciacquate con acqua tiepida
  • Maschera viso fatta in casa. Ecco un’altra maschera viso a base di carciofo adatta a tutti i tipi di pelle. Frullate qualche foglia di carciofo, poi unite un cucchiaio di olio di germe di grano e un po’ di yogurt, quindi mescolate e fate amalgamare bene tutti gli ingredienti. Applicate sul viso pulito, lasciate agire per 15/20 minuti e rimuovete con abbondante acqua tiepida.

Carciofi: controindicazioni ed effetti collaterali

Il consumo di carciofi è adatto a tutti?

In realtà, anche se si tratta di un ortaggio sostanzialmente sano e benefico, esso non è privo di controindicazioni e dovrebbero evitarne l’assunzione i soggetti che:

  • soffrono di calcoli biliari, poiché potrebbe verificarsi il blocco o comunque l’ostruzione del dotto biliare, una situazione che comporta la comparsa di coliche molto dolorose;
  • le donne che allattano, perché il carciofo inibisce la secrezione del latte materno;
  • chi è allergico alle piante della famiglia botanica della Asteraceae, alla quale pure i carciofi appartengono.

Per quanto riguarda i preparati fitoterapici a base di carciofo, l’estratto (dal sapore amaro) comporta una certa tossicità e deve pertanto essere usato con cautela se si hanno calcoli o restringimenti delle vie biliari; prima di assumerlo, chiedete sempre il parere del medico ed attenetevi scrupolosamente alle sue indicazioni riguardo posologia e modi d’impiego.

I fitoterapici a base di carciofo non sembrano mostrare interazioni con altri fitoterapici e/o farmaci, ma anche in tal caso, chiedete sempre il parere del medico

Carciofo: cenni storici e curiosità

La coltivazione e l’utilizzo del carciofo in cucina sono molto antichi: originario del Medio Oriente, esso veniva apprezzato già dagli Egiziani e fu largamente impiegato anche dai romani.

Alla fine dell’XIII secolo gli Spagnoli portarono i carciofi in Sicilia e da questa regione, in seguito, si diffuse in tutta Italia.

L’origine del nome è controversa: potrebbe derivare da “cinis”, dall’usanza di coltivare con la cenere i terreni destinati ai carciofi, oppure da Cynarauna, una ragazza trasformata da Giove, che ne era innamorato, in una pianta di carciofo.

A questo ortaggio è stata persino dedicata una poesia: è l'”ode al carciofo” del grande poeta cileno Pablo Neruda.

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