Aloe vera, quando usarla e quando evitarla

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L’aloe vera è una pianta succulenta facente parte della famiglia delle Aloeaceae o delle Xanthorrhoeaceae, se si segue la classificazione APG III. Il suo nome scientifico è Aloe barbadensis ed è una pianta che cresce bene nei climi caldi e secchi. Dalle sue foglie tipicamente lanceolate e con apice acuto, si ottengono sia il succo che il gel. Mentre il succo di aloe lo si ricava dalle cellule della foglia tranne la cuticola, ecco che il gel di aloe lo si ottiene dalla parte interna della foglia, quella più carnosa e mucillaginosa. L’aloe vera apporta numerosi benefici al nostro organismo, ma non dimentichiamoci che, anche se si tratta di un prodotto naturale, può avere delle controindicazioni e degli effetti collaterali.

Aloe vera: benefici

Dal punto di vista della composizione chimica, l’aloe vera è ricca di:

  • vitamine: A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina o vitamina PP), B6, B9 (acido folico), B12 (cobalamina), E
  • sali minerali: calcio, fosforo, sodio, potassio, magnesio, ferro, rame, zinco, cromo, selenio e manganese
  • enzimi
  • zuccheri complessi
  • aminoacidi essenziali
  • mucillagini
  • acidi organici: acido aloetico (attività antibatterica), acido cinnamico (azione disinfettante) e acido salicilico (azione antinfiammatoria)

Quando usare l’aloe vera?

Ci sono diversi casi in cui l’utilizzo di aloe vera viene consigliato:

  • stipsi: ha un forte effetto lassativo, per cui viene usato solamente in situazioni particolari. Aiuta anche a ripristinare la flora batterica
  • azione immunomodulante: regola la risposta immunitaria in caso di allergie e malattie autoimmuni
  • infezioni virali: stimola il sistema immunitario in caso di influenza, febbre, bronchite, raffreddore e infezioni da Herpesvirus
  • artrite e reumatismi: grazie agli steroidi contenuti, si usa in caso di dolori osteoarticolari
  • cicatrizzante: aiuta la cicatrizzazione delle ferite grazie al ricco contenuto di glucomannani
  • scottature, bruciature e eritemi: le sue proprietà lenitive aiutano anche in caso di irritazione da eccessiva esposizione alla luce solare
  • punture di insetti: particolarmente utile per alleviare il prurito provocato da punture di zanzare o pappataci
  • disintossicante: agisce sia per depurare l’organismo dalle tossine esogene che da quelle endogene. Utile anche per aiutare a depurare il fegato
  • migliora la circolazione
  • aiuta in caso di anemia (grazie all’apporto di acido folico)
  • rallenta il processo di invecchiamento per via del ricco contenuto di selenio e manganese
  • cura dei capelli: l’utilizzo dell’aloe trova impiego anche nella cura e bellezza dei capelli

Ci sono anche alcuni studi recenti che stanno valutando le capacità antitumorali dell’aloe vera.

Quando evitare di usare l’aloe vera

Nonostante tutte le sue proprietà benefiche, ci sono dei casi in cui sarebbe bene evitare di utilizzare l’aloe vera. In primo luogo, se si è allergici all’aloe. Inoltre ci sono controindicazioni e effetti collaterali da tenere a mente, documentati anche da diversi studi scientifici.

Effetti collaterali dell’aloe

Questi sono i principali effetti collaterali del gel di aloe:

  • irritazione gastroenterica
  • dermatiti da contatto

Questi, invece, sono alcuni degli effetti collaterali più comuni dell’uso del succo di aloe vera:

  • crampi addominali
  • pigmentazione della mucosa intestinale
  • perdita di albumine, sangue e elettroliti nelle urine

Controindicazioni

Anche il gel di aloe può avere delle controindicazioni:

  • casi di ipersensibilità/allergia all’aloe
  • gravidanza
  • allattamento
  • bambini con meno di 12 anni

Il succo, invece, andrebbe evitato in questi casi:

  • casi di ipersensibilità/allergia all’aloe
  • blocco intestinale
  • colite
  • gastrite
  • morbo di Crohn
  • appendicite
  • diverticolite
  • spasmi e dolore addominali di cui non si conosce la causa
  • gravidanza
  • allattamento
  • bambini di età inferiore ai 12 anni

Interazioni con farmaci

Ci possono essere anche interazioni con altri farmaci:

  • FANS
  • farmaci gastrolesivi
  • antidiabetici orali (ne aumenta l’effetto)
  • idrocortisone acetato usato per via esterna
  • cardiotonici (inclusa la digitale): l’aloe ne aumenta la tossicità
  • diuretici, cortisonici e liquirizia: aumento della perdita di potassio
  • antiaritmici: ne aumenta la tossicità
  • betabloccanti
  • macrolidi: aumenta il rischio di sviluppare aritmie
  • chemioterapici (l’aloe-emodina diminuisce l’efficacia del cisplatino)

Meglio il gel o il succo?

L’utilizzo dell’aloe gel o del succo di aloe dipende strettamente dal motivo per cui vogliamo utilizzare l’aloe. E questo perché i due derivati hanno attività e proprietà più specifiche per determinate patologie.

Quando usare l’aloe gel?

L’aloe gel viene prodotto usando la parte centrale e gelatinosa delle foglie. Lo si ottiene per compressione o estrazione dalle foglie ed è composto principalmente da:

  • acqua
  • vitamine
  • enzimi
  • mucillagini
  • acidi organici
  • amminoacidi
  • lecitine
  • polisaccaridi
  • steroidi e saponine

Solitamente l’aloe gel viene usato per sfruttare le sue capacità antinfiammatorie e immunostimolanti. Questo vuol dire che lo si utilizza per uso esterno per curare:

  • eritemi
  • scottature (anche solari)
  • bruciature
  • ferite
  • cicatrici
  • (psoriasi, è in fase di studio)

L’aloe gel esplica azione antinfiammatoria bloccando la cascata dell’acido arachidonico, evitando la sintesi delle prostaglandine e limitando i processi infiammatori, anche se il meccanismo d’azione non è ben noto. Tuttavia, nonostante queste capacità, l’aloe viene utilizzato soprattutto in erboristeria in quanto mancano studi scientifici approvati per la sua introduzione nelle terapie tradizionali.

Quando usare il succo d’aloe?

Il succo di aloe si ottiene per percolazione dopo incisione delle foglie. Il succo è ricco di:

  • glucosidi antrachinonici (incluse aloina e aloe-emodina)
  • flavonoidi

Il succo di aloe viene usato per le sue proprietà:

  • lassative (soprattutto grazie ai glucosidi antrachinonici)
  • antibatteriche
  • antivirali

Aloe sì o no in gastriti e stipsi?

Lo potremmo chiamare il curioso caso dell’aloe vera. Ormai sappiamo tutti che l’aloe, grazie soprattutto alle aloine, ha una forte azione lassativa. Questo è il motivo per cui, fra le indicazioni dell’aloe, c’è proprio la stipsi. Tuttavia non bisogna assolutamente esagerare con l’assunzione di aloe: il gel non depurato dai glucosidi antrachinoni o il succo ottenuto dalla pianta frullando tutta la foglia, provoca irritazione gastroenterica. Idem dicasi per il succo: può provocare crampi addominali, irritazione delle mucose gastrointestinali e iperpigmentazione della mucosa intestinale (cosa che capita, fra l’altro, anche a causa dell’assunzione cronica di altre tipologie di lassativi).

Quando si decide di utilizzare l’aloe per un problema di stipsi, bisognerebbe controllare bene in etichetta quanta sia la quantità di aloina contenuta per evitare spiacevoli effetti collaterali.

La stessa cosa accade per la gastrite: per via della sua azione lenitiva, si dice che l’aloe possa essere utilizzata anche in caso di gastriti, ulcere e colite. Tuttavia, se ne viene assunta una dose eccessiva o troppo ricca di aloina, ecco che si rischia di avere l’effetto opposto: potremmo sviluppare a sua volta una forma di gastrite o colite provocata dall’aloe.

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