Cannabis, tutti i benefici per la salute

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Oggi parliamo di Cannabis e marijuana, concentrandoci soprattutto sull’uso terapeutico della Cannabis visto che in queste giorni, complice una legislazione italiana confusa, se ne discute parecchio. Il fatto è che l’uso della marijuana in campo medico è antico e ci sono numerosi studi scientifici che attestano i benefici che la Cannabis può apportare alla nostra salute in caso di alcune patologie. Il problema, ovviamente, è l’uso improprio che se ne fa come droga.

Per quanto riguarda la legislazione in merito alla Cannabis ad uso terapeutico, vi invitiamo a leggere la normativa presente sul sito Salute.gov.

La Cannabis deriva da alcune piante della famiglia delle Cannabacee. Distinguiamo la varietà sativa (la canapa propriamente detta) da quella indica (la canapa indiana). In particolare la Cannabis sativa è una pianta annua a fusto eretto, alta da pochi centimetri a più di 5 metri. Le foglie hanno un aspetto tipico: sono palminervie opposte o alterne, picciolate e formate a da 5-11 foglioline lanceolate. E’ una pianta dioica: nelle piante maschili i fiori son posti in pannocchie terminali o ascellari, mentre in quelle femminili sono glomerulari, raccolti in un’infiorescenza più compatta. Inoltre le piante maschili hanno un fusto più slanciato e maturano e seccano prima.

La Cannabis è originaria dell’Asia centrale. Da qui si diffuse in Cina e poi in Europa. Pensate che era già nota ai tempi degli antichi Romani.

Cannabis: i principi attivi e meccanismo di azione

Parlando dal punto di vista medico, sono due i principali principi attivi che ci interessano della Cannabis:

  • THC o delta-9-tetraidrocannabinolo: si tratta di un cannabinoide psicoattivo che ha azione antidolorifica. E’ responsabile non solo delle sensazioni di rilassatezza, euforia e alterazioni della percezione dello spazio-tempo, ma anche degli effetti antiemetici, ipotensivi, immunosoppressivi, antinfiammatori, analgesici, stimolanti dell’appetito e antispastici
  • CBD o cannabidiolo: si tratta di un cannabinoide non psicoattivo che potenzia l’azione e la durata antidolorifica del THC, diminunendone gli effetti collaterali. E’ responsabile dell’azione antinfiammatoria e immunomodulatrice

L’unica marijuana autorizzata e prodotta in Italia per la terapia del dolore è la Cannabis FM-2, con contenuto di THC del 5-8% e di CBD del 7,5-12%. Da poco, poi, sono stati immessi in commercio integratori a base di Cannabis per uso veterinario che contengono solamente CBD, privi dunque di quasiasi effetto psicoattivo.

In generale, i principi attivi della Cannabis agiscono sui recettori per i cannabinoidi, recettori di tipo inibitorio. Ne esistono di due tipi:

  • tipo 1 o CB1: midollo spinale, cervello e vie di trasmissione del dolore. Se si attivano, si riduce il segnale del dolore
  • tipo 2 o CB2: periferici, attività immunomodulatoria

Indicazioni terapeutiche della Cannabis

Ma quando si usa la Cannabis a scopo terapeutico? Ci sono diverse indicazioni:

Qui da noi in Italia la Cannabis ad uso terapeutico può essere prescritta solamente dal medico e solo quando tutte le altre terapie tradizionali non riescono a tenere i sintomi sotto controllo.

Questi sono alcuni dei benefici che la Cannabis, se usata correttamente e sotto controllo medico, potrebbe portare:

  • analgesico: riducono dolore e nausea. Inoltre stimolano l’appetito, motivo per cui vengono usati in caso di terapia per l’HIV e la chemioterapia. Diminuiscono dolore e infiammazione, controllano asma e glicemia (utile in caso di diabete)
  • ansiolitico e antipsicotico: si è visto che i cannabinoidi diminuiscono ansia, stress, disturbo post traumatico e disturbo ossessivo convulsivo. Si usano anche per contrastare depressione e insonnia
  • antiepilettico: azione anticonvulsivante utile anche in caso di epilessia infantile
  • antinfiammatorio: in teoria in virtù delle sue proprietà, potrebbe essere utile anche per acne, psoriasi e in caso di malattie neurodegenerative

Cannabis, semi marijuana

Effetti collaterali

Come per tutti i medicinali e i principi attivi, anche quelli naturali, esistono degli effetti collaterali con la Cannabis. Solitamente vengono distinti in acuti e cronici. Per quanto riguarda gli effetti collaterali psichici, ovviamente sono provocati dal THC e non dal CBD. Quest’ultimo, invece, può provocare gli effetti fisici.

Effetti collaterali acuti

  • sedazione
  • sonnolenza
  • allucinazioni
  • depressione
  • ansia
  • panico
  • euforia
  • paranoia
  • perdita di controllo
  • disturbi di memoria
  • disturbi di concentrazione
  • alterazioni cognitive
  • alterazioni motorie
  • riduzione dei riflessi
  • riduzione della capacità di compiere movimenti di precisione
  • difficoltà di stazione
  • problemi nella percezione del tempo
  • difficoltà di parola
  • vertigini
  • giramento di testa
  • nausea
  • secchezza delle fauci
  • arrossamento degli occhi
  • aumento delle transaminasi
  • mal di testa
  • tachicardia
  • ipertensione
  • ipotensione ortostatica
  • collasso
  • asma e crisi asmatiche

Effetti collaterali cronici

  • nausea grave
  • dipendenza (minore quando la si usa a scopo terapeutico)
  • effetto tolleranza: l’organismo si abitua a dosi basse e serviranno dosi sempre più elevate per avere il medesimo effetto. Questo, però, aumenta anche il rischio di sviluppare effetti collaterali
  • psicosi
  • disfunzioni sessuali
  • bronchite
  • infarto
  • ictus

Controindicazioni

Ci sono dei casi in cui sarebbe bene evitare di utilizzare la Cannabis contro il dolore, delle vere o proprie controindicazioni:

  • bambini e adolescenti
  • gravidanza
  • allattamento
  • disturbi cardiovascolari
  • problemi renali
  • problemi epatici
  • malattie respiratorie
  • disturbi psichiatrici
  • tossicodipendenti
  • pazienti che assumono farmaci antidepressivi, antipsicotici o psicoattivi

Foto: Pixabay

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