Il formaggio davvero aumenta il rischio di tumore al seno?

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Il formaggio potrebbe causare il tumore al seno? Questa improbabile associazione è stata suggerita da alcuni medici, membri di associazioni no-profit, i quali hanno presentato una petizione alla Food and Drug Administrationi (FDA) negli Stati Uniti. Secondo i dati rilevati da questi medici, il formaggio di latte vaccino conterrebbe ormoni che aumentano il rischio di sviluppare un cancro al seno. Per questo motivo questi dottori chiedono di aggiungere degli avvertimenti in proposito sulle etichette dei formaggi, in modo che i consumatori siano tutelati e consapevoli.

Formaggio e tumori al seno: gli studi

I dottori hanno portato a sostegno della loro tesi diverse ricerche, come lo studio, dal titolo High- and Low-Fat Dairy Intake, Recurrence, and Mortality After Breast Cancer Diagnosis. O anche lo studio Usual Consumption of Specific Dairy Foods Is Associated with Breast Cancer in the Roswell Park Cancer Institute Data Bank and BioRepository.

In pratica questi studi sostengono che le donne che consumano formaggi hanno il 53% di probabilità in più di sviluppare un tumore al seno. Inoltre fra le donne con diagnosi di cancro al seno, quelle che mangiavano una o più porzioni di latte, formaggio o gelato ogni giorno, avevano un tasso di mortalità per tumore al seno del +49% rispetto a quelle che mangiavano meno della metà della dose giornaliera.

Formaggi e cancro al seno: la petizione

Proprio per questo motivo, il 3 ottobre scorso questi dottori hanno presentato una petizione alla FDA. Il mese non è certo stato scelto a caso: è quello della sensibilizzazione sul cancro al seno. I tumori mammari sono la seconda causa di morte per le donne americane, con più di 240.000 nuovi casi e più di 40.000 morti all’anno.

Il problema è che il formaggio viene fatto a partire da latte proveniente da vacche trattate con ormoni. Questo fa sì che abbiano alti livelli di IGF-1, noto anche come somatomedina o fattore di crescita insulino-simile. Sarebbe questo ormone ad essere collegato a un maggio rischio di sviluppare cancro al seno. In aggiunta a ciò, poi, bisogna sommare il fatto che i grassi saturi contenuti nel formaggio sono un fattore di rischio anche per quanto riguarda lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Secondo il dottor Neal Barnard, presidente del Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) e autore del libro The Cheese Trap, i produttori di formaggio dovrebbero aggiungere etichette di avvertimento ai loro prodotti. Barnard, infatti, sostiene che le donne dovrebbero sapere che il formaggio potrebbe farle morire di cancro.

Tuttavia, non è proprio ben chiara questa associazione. Ci sono, infatti, altri studi che dimostrano l’esatto opposto: mangiare formaggio non è associato a un maggior rischio di morte per tumore e, se fa parte di una dieta equilibrata, è sicuro. Il guaio di studi del genere è che ci sono troppe variabili che interferiscono fra di loro: prima di additare un singolo cibo come causa dei mali di tutto il mondo, bisognerebbe tenere conto anche di altri parametri. E questo non vale solo per il formaggio, vale per ogni singolo studio che sostiene che un singolo alimento faccia male.

Pensiamoci bene: mangiare formaggio causa il cancro al seno, mangiare carne rossa provoca il tumore all’intestino, mangiare agrumi provoca il melanoma… Se ci focalizzassimo su ogni studio del genere, finiremmo con il non mangiare più nulla.

Tumore al seno, formaggio

Tumore al seno: fattori di rischio

Fra i fattori di rischio accertati che possono contribuire a far sviluppare un carcinoma mammario ci sono:

  • età: si manifesta soprattutto nelle donne over 50
  • ereditarietà: se si ha un parente di primo grado (madre, sorella o figlia) con carcinoma mammario, allora il rischio di sviluppare un tumore al seno raddoppia o triplica. Se sono due i parenti di primo grado ad avere un tumore alla mammella, allora il rischio aumenta di 5-6 volte
  • mutazione del gene del carcinoma mammario: se si ha mutazione del gene BRCA1 o BRCA2, geni noti del tumore mammario, allora si ha maggior probabilità di sviluppare tale neoplasia. Il rischio sale al 50-85% se, oltre alla mutazione, ci sono altri parenti che hanno tale mutazione. Inoltre la mutazione del gene BRCA1 è collegata anche a un rischio del 20-40% di sviluppare tumore ovarico
  • anamnesi: ovviamente se si ha avuto in precedenza un carcinoma della mammella sia in situ che invasivo, si avrà maggior probabilità di svilupparlo nella mammella controlaterale
  • problemi ginecologici: menarca precoce, menopausa tardiva o anche prima gravidanza tardiva, aumentano il rischio di tumore mammario. Inoltre hanno un rischio molto più alto le donne che hanno avuto la prima gravidanza dopo i 30 anni rispetto alle donne che non hanno mai avuto gravidanze
  • alterazioni della mammella: anche lesioni benigne come il fibroadenoma, l’iperplasia, l’adenosi sclerosante o il papilloma possono veder aumentato il rischio di tumore mammario. Il rischio aumenta, invece, di 25 volte in chi ha un carcinoma lobulare in situ
  • contraccettivi orali: aumenta lievemente il rischio
  • terapie ormonali: ci si riferisce a quelle post menopausa
  • radioterapia
  • dieta: le donne obese hanno un rischio maggiore
  • fumo e alcol

Tumori mammari: sintomi

Per quanto riguarda i sintomi dei tumori mammari, a volte sono asintomatici.Altre volte è la paziente stessa che si accorge di avere un nodulo nella mammella. Ecco alcuni dei sintomi di tumori alla mammella:

  • asintomatici
  • nodulo
  • dolore
  • ingrossamento del seno
  • asimmetria dei seni
  • ulcere cutanee
  • cute a buccia d’arancia
  • morbo di Paget del capezzolo: etirema, croste, aumento di volume e secrezione
  • metastasi: fratture patologiche, dispnea, difficoltà di respirazione
  • linfonodi ascellari, sopraclavicolari o sottoclavicolari aumentati di volume

Foto: Pixabay

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