Iperico, gli usi e i rimedi naturali che funzionano davvero

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L’iperico è una pianta officinale perenne sempisempreverde facente parte della famiglia delle Clusiaceae, genere Hypericum. Il suo nome scientifico è Hypericum perforatum, ma è più noto con il nome comune di erba di San Giovanni. Da sempre l’iperico fa parte della medicina tradizionale: da tempo sono riconosciute le sue proprietà fitoterapiche, soprattutto come antidepressivo e come antivirale. Andiamo a conoscere meglio l’uso, le proprietà e anche gli effetti collaterali dell’iperico. Ricordiamo sempre, infatti, che anche se un rimedio è naturale, non vuol dire che non abbia effetti indesiderati. La parola “naturale” non è sinonimo di “privo di effetti collaterali”.

Come potete vedere nelle foto, poi, l’iperico ha anche un bellissimo fiore giallo: potete usarlo anche pianta decorativa.

Iperico: usi in medicina

Sin dall’antichità l’iperico trova ampio spazio nella medicina tradizionale e nella fitoterapia. Inoltre è presente anche come rimedio omeopatico. Tutto merito delle sue proprietà.

Proprietà

L’iperico è particolarmente ricco di:

  • flavonoidi
  • oli essenziali
  • tannini
  • diantrachinoni
  • melatonina
  • iperforina

L’iperico ha attività antinfiammatoria, cicatrizzante, antivirale, antibatterica, antidepressiva e ansiolitica. Per quanto concerne l’attività antinfiammatoria, è merito della presenza di ipericina e dei flavonoidi. L’attività ansiolitica, invece, dipende dal fatto che è in grado di attivare i recettori per le benzodiazepine grazie all’azione combinate delle sue molecole costitutive.

Una cosa simile accade per l’attività antidepressiva. Le sue molecole, agendo insieme, sono in grado di inibire la ricaptazione della noradrenalina, inibire i recettori per la serotonia e la dopamina e inibire la ricapatazione del GABA presinaptico.

L’azione antibatterica, invece, è dovuta alla presenza di iperforina, particolarmente attiva contro lo Staphylococcus aureus.

Uso come rimedio naturale

Ci sono diverse patologie in cui l’iperico trova impiego come rimedio naturale:

  • stress: ha azione antidepressiva e sedativa
  • ansia
  • depressione
  • gastrite
  • ulcera gastrica
  • ustioni
  • scottature
  • ferite
  • piaghe cutanee (anche piaghe da decubito)
  • micosi cutanee o funghi
  • come adiuvante per la cicatrizzazione cutanea
  • psoriasi
  • smagliature
  • emorroidi

Al di là dell’uso come medicinale, poi, l’iperico trova anche ampio spazio nel settore della cosmesi. Aiuta a combattere le rughe e l’invecchiamento della pelle e gli inestetismi della pelle. Inoltre ha azione idratante e emolliente. Lo si usa anche in caso di dermatiti da pannolino nei neonati.

Ci sono poi delle diverse indicazioni terapeutiche a seconda dei differenti tipi di medicina. Nella medicina tradizionale e popolare, infatti, l’iperico è un rimedio naturale utile in caso di:

  • bronchite
  • asma
  • problemi alla cistifellea
  • gastrite
  • diarrea
  • reumatismi
  • dolori muscolari

Se si passa alla medicina cinese, invece, si nota come l’iperico venga anche utilizzato per le tonsilliti (tramite gargarismi) o per le dermatiti. Nell’omeopatia, invece, si usa per:

  • depressione
  • disturbi dell’umore
  • asma
  • malattie del sistema nervoso centrale e periferico

Ovviamente si tratta di medicine alternative, per cui spesso manca documentazione scientifica che attesti la reale efficacia. Il rischio è che non solo possano non fare effetto, ma che possano addirittura aggravare le condizioni cliniche. Per questo motivo, evitate il fai-da-te: chiedete sempre al vostro medico se sia opportuno assumerle oppure no.

Iperico: differenze fra olio e tintura madre

Dell’iperico solitamente si utilizza la sommità fiorita e essiccata. Molto usato è l’olio di iperico, da usare per via cutanea: lo si ottiene tramite macerazione in olio di oliva. L’alternativa è usare l’estratto secco per via orale, anche tramite tisane. Ovviamente la concentrazione di iperico presente varierà a seconda della tipologia di prodotto: chiedete al vostro erborista o medico di fiducia quale sia la formulazione più adatta per il vostro problema.

Esiste anche la tintura madre di iperico: la si ottiene macerando la pianta a freddo in soluzione idroalcolica, partendo dalla pianta fresca o da quella essiccata. L’alcol estrarrà i principi attivi in modo da permettervi di realizzare preparazioni adatte all’uso esterno o interno.

Pianta di iperico

Quando non usare l’iperico?

Come anticipavamo prima, ci sono delle situazioni cliniche in cui sarebbe bene evitare di assumere l’iperico. Oltre ad avere degli effetti collaterali e indesiderati, ci sono anche diverse controindicazioni e interazioni con altri farmaci.

Effetti collaterali

Questi sono i principali effetti collaterali dell’iperico:

  • eritema cutaneo da fotosensibilizzazione
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • stipsi
  • mal di testa
  • nervosismo
  • affaticamento
  • aumento della pressione arteriosa
  • episodi di ansia o maniacali
  • aumento della frequenza di minzione (sensazione di dover urinare continuamente)

Controindicazioni

L’iperico ha diverse controindicazioni. Se ci si ritrova in queste situazioni o si hanno le seguenti patologie, sarebbe bene evitare di assumerlo in qualsiasi forma:

  • allergia all’iperico
  • gravidanza
  • allattamento
  • se si decide di fare delle lampade abbronzanti
  • in soggetti affetti da fotosensibilizzazione

Interazioni con altri farmaci

Attenzione, se assumete questi farmaci evitate di prendere anche l’iperico perché potrebbe alterare la funzionalità dei medicinali:

  • antidepressivi: potenzia l’azione farmacologica di SSRI e IMAO con sviluppo di sindrome serotoninergica (nervosismo, confusione, stato maniacale, aumento della pressione, tachicardia, tremori, rigidità, ipertermia e diarrea)
  • teofillina
  • anticoagulanti orali
  • digossina
  • ciclosporina
  • tacrolimus
  • cortisonici
  • antivirali
  • antitumorali come il tamoxifene
  • ipoglicemizzanti orali
  • antiaritmici e beta bloccanti
  • anticonvulsivanti (soprattutto carbamazepina e fenitoina)
  • antipertensivi
  • antibiotici come l’eritromicina
  • pillola anticoncezionale: ne riduce l’efficacia

Il problema è che provoca induzione del sistema microsomiale epatico, il famoso citocromo P450, andando a modificare l’attività di alcuni farmaci. In questo caso il rischio è o di potenziare troppo l’effetto dei farmaci, rischiando effetti collaterali o di ridurine l’efficacia.

Foto: Pixabay

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