Ritardo del ciclo, quando è il caso di preoccuparsi

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Ritardo nel ciclo? Non sempre indica una gravidanza. Piccole variazioni e ritardi nella comparsa delle mestruazioni possono essere un fenomeno transitorio o essere la spia di problemi più grandi. Bisogna anche considerare una certa variabilità individuale: ci sono donne che hanno un ciclo mestruale regolare come un orologio svizzero e altre che lo hanno sempre avuto irregolare.

Solitamente quando una donna non vede arrivare il ciclo mestruale, ecco che pensa in prima istanza alla gravidanza. In realtà ci sono parecchie cause, al di là della gravidanza, che conducono ad avere un ciclo mestruale irregolare. Quindi, oltre a fare per scrupolo un test di gravidanza, bisognerebbe contattare il proprio medico e ginecologo per iniziare una serie di esami volti a capire la causa di questo ritardo.

Frequenza del ciclo

Prima di parlare di ritardo del ciclo, bisogna vedere cosa si intende con ritardo. Nella maggior parte delle donne, il ciclo mestruale è mensile: la sua frequenza varia dai 28 ai 30 giorni (più che il mese preciso, segue il ciclo lunare), con un range massimo e minimo variabile compreso fra i 25 e i 36 giorni. Però c’è una notevole variabilità individuale. L’importante è rendersi conto di quale sia il proprio range, in modo da capire subito se ci siano variazioni importanti. Questo perché ci sono donne che hanno cicli mestruali corti e altre che li hanno più lunghi.

Definizioni mediche

In medicina si parla di:

  • oligomenorrea: nel corso dell’anno la donna ha meno cicli del normale, non rispettando la mensilità prevista
  • amenorrea: si intende la scomparsa totale del ciclo mestruale
  • amenorrea secondaria: il ritardo del ciclo dura almeno tre mesi in donne che hanno sempre avuto un ciclo regolare
  • ipomenorrea: flusso scarso

Ritardo del ciclo: cause

E’ importante prendere atto del fatto che ci sono molte cause di ritardo nel ciclo. Molte donne, quando notano un ritardo, pensano subito alla gravidanza e corrono a fare un test. Se questi viene positivo, allora la gravidanza è sicuramente presente. Ma se viene negativo, ecco che la maggior parte delle persone non pensa di avere un disturbo del ciclo, ma crede di avere un ritardo legato allo stress. Per carità: stress e ansia sono fra le cause di ritardo nel ciclo, ma sarebbe sbagliato soffermarsi solo su queste, ignorando tutte le possibili altre cause. Inoltre il test delle urine che si acquista anche in farmacia può rilevare la presenza delle hCG 12-14 giorni dopo il concepimento: se viene fatto troppo presto, potrebbe esserci un falso negativo. Per questo motivo, in caso di sospetto e negatività del test, bisogna ripeterlo dopo 7-14 giorni.

E a proposito di queste, ecco le principali cause di ritardo nel ciclo:

  • gravidanza: il test va fatto sempre se si ha un ritardo e, soprattutto, se si sono avuti dei rapporti sessuali non protetti
  • stress: la causa che piace più di tutte, ma che viene tirata in causa troppo arbitrariamente. E’ una delle cause più frequenti, insieme ad ansia e eccessivo affaticamento, perché influenza l’ipotalamo, parte del cervello che regola il ciclo mestruale
  • ovaio policistico: nota anche come sindrome dell’ovaio policistico o PCOS è una delle cause più frequenti di ciclo irregolare e infertilità. Spesso, oltre all’irregolarità del ciclo, si hanno anche altri sintomi come acne, crescita eccessiva di peli e sovrappeso/obesità
  • menopausa
  • ipotiroidismo
  • ipertiroidismo
  • adenoma ipofisario (anche aumento di produzione della prolattina)
  • presenza di altre malattie, anche una semplice influenza
  • farmaci: anticonvulsivanti, antipsicotici, antidepressivi e cortisonici possono provocare alterazioni del ciclo mestruale. Può accadere un ritardo anche quando si sospende la pillola anticoncenzionale non gradualmente
  • obesità o sovrappeso
  • eccessiva magrezza o dimagrimento, soprattutto quando avviene troppo velocemente
  • disturbi alimentari: sia anoressia che bulimia possono non solo ritardare il ciclo, ma anche bloccarlo del tutto

Ritardo del ciclo: gravidanza

Sintomi del ritardo del ciclo

Ma quali sono i sintomi di un ritardo nel ciclo mestruale? Ovviamente oltre al fatto che manchi la normale comparsa del flusso nel giorno previsto, ci possono essere altri sintomi da tenere in considerazione

  • flusso scarso: a volte a seguito di un ritardo, le perdite ricompaiono, ma sono più scarse del normale. Stress, stanchezza, una carenza di ferro o una dieta non corretta possono ridurre la quantità di perdite
  • perdite di muco biancastre: possono indicare sia gravidanza che ritardo
  • perdite marroncine: a seguito del ritardo, il successivo flusso potrebbe essere più scuro in quanto il sangue è ristagnato maggiormente e si è ossidato, diventando anche meno fluido e più solido
  • dolore
  • sindrome premestruale più intensa del solito

Quando preoccuparsi e cosa fare?

La domanda è: quando preoccuparsi per un ritardo del ciclo? Molto dipende dal tipo di ritardo: se è solo di pochi giorni e non ci sono altri sintomi, potrebbe non indicare per forza un problema in corso. Tuttavia se il ritardo diventa sistematico ed è correlato anche ad altri sintomi, bisognerebbe andare dal medico e dal ginecoloco affinché facciano una serie di esami per capire quale sia il problema. Fra di essi, di sicuro test di gravidanza, analisi del sangue e ecografia addominale.

Stessa cosa bisogna fare quando il ciclo, al posto di ritardare, continua ad anticipare o il ciclo è eccessivamente lungo (se dura più di 8 giorni): sono tutte spie che indicano un problema in corso. Idem dicasi se sono troppo dolorose.

Foto: Pixabay

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